Benvenuti nel sito SEA (Scuola Educazione Ambiente). In queste pagine avrete modo di entrare in  contatto con il Centro di Educazione Ambientale di Dobbiaco (Alto Adige Südtirol). Il centro SEA nasce dalla sinergia tra l’Istituto Pluricomprensivo dell’Alta Val Pusteria e l’Area Pedagogica del Dipartimento istruzione e formazione italiana, che hanno saputo cogliere le potenzialità storiche, ambientali, linguistiche, naturalistiche e sportive di questo angolo di territorio altoatesino per lo sviluppo di progetti interdisciplinari e per la realizzazione di molteplici attività   legate all’educazione ambientale. Il Grand Hotel di Dobbiaco (sede del centro) offre, a questo proposito, interessanti e diverse possibilità di utilizzo, all’interno ed all’esterno della struttura


Nel corso dei soggiorni presso il centro SEA di Dobbiaco è possibile scegliere tra svariate tipologie di attività da svolgere, tutte caratterizzate da una forte connotazione di tipo ambientale come: alpinismo e arrampicata, escursionismo a piedi e con vari mezzi di locomozione, sci alpino e nordico, orienteering, nuoto, cicloturismo, uscite naturalistiche, uscite antropiche (geografia, storia ed arte locali), giochi di ruolo e di percezione (nel prato, nel bosco, nella neve), visite ai diversi siti nominati nell’elenco delle mete, lezioni strutturate in aula/laboratorio ed all’aperto.

 

 


Si possono classificare diversi tipi di approcci/percezioni dell’ambiente (bosco, alta montagna, campagna, insediamento) per arricchire l’offerta formativa e didattica, di seguito sono indicate quelle offerte da SEA:

La scelta che verrà operata degli insegnanti e dalle guide dipenderà dal contesto, dai soggetti coinvolti, dall’ambiente di riferimento (prima, durante, dopo il soggiorno a Dobbiaco). Gli approcci così distinti consentono di chiarire il setting ma non impediscono le interpolazioni, le commistioni, cosicché si terrà conto dell’età degli alunni, delle esperienze pregresse, del progetto scolastico sotteso al soggiorno, delle strategie innovative da sperimentare.

Per il centro soggiorni del Grand Hotel e per le scuole è utile definire come si potrebbe dare forma alle esperienze di EA, sia per sostenere il percorso e l’esperienza in atto, sia per costruire materiali utilizzabili a scopo documentario, secondo le esigenze del centro soggiorni GH e delle singole classi ospiti: forme iconografiche, griglie, schede di rilevazione,mappe, modelli, rappresentazioni in rete, laboratorio creativo, giochi, giochi di ruolo, simulazioni, drammatizzazioni.


Geograficamente la val Pusteria si trova nella parte occidentale del Filone Periadriatico, che separa le Alpi calcaree meridionali da quelle centrali (e anche la maggior parte del calcare alpino dallo gneiss ed ardesia delle vette della sezione centrale). Metà della valle scende verso ovest nel bacino dell’Adriatico (attraverso l’Isarco e quindi l’Adige) e l’altra metà scende verso il bacino del Mar Nero (attraverso il Danubio). Lo spartiacque si trova nel fondovalle, al valico della Sella di Dobbiaco. La Rienza scorre nella Pusteria Occidentale (nota anche come Valle verde), mentre nella parte orientale (detta anche Hochpustertal), divisa tra Italia e Austria, scorre la Drava.

I confini politici della Val Pusteria non coincidono però con quelli geografici, il confine di Stato, infatti, dopo la fine della Prima guerra mondiale del 1918, non è posto sulla linea di displuvio o spartiacque (sella di Dobbiaco) ma, per ragioni strettamente militari fu fissato 6 chilometri più a est, ad una quota inferiore, precisamente in località Prato alla Drava. La Val Pusteria è quindi politicamente suddivisa tra due stati: l’Italia e l’Austria. L’elenco riportato sotto si riferisce alle diverse biocenosi che caratterizzano il territorio circostante e che fungono da ambientazione delle attività proposte nel corso dei soggiorni al centro SEA.

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Arrivare al centro SEA è relativamente semplice. Per chi utilizza un mezzo proprio è sufficiente uscire al casello autostradale (Autobrennero A22) USCITA BRESSANONE-VAL PUSTERIA USCITA BRIXEN-PUSTERTAL e proseguire in direzione di Brunico – San Candido lungo la SS 49. Arrivati a Dobbiaco seguire le indicazioni per Dobbiaco Nuova o Grand Hotel. La soluzione più comoda ed economica è comunque quella di scegliere di utilizzare il treno: la stazione ferroviaria di Dobbiaco si trova infatti di fronte al Grand Hotel sede del centro SEA. Per chi proviene dal Veneto si consiglia di raggiungere Dobbiaco utilizzando la SS 51 Alemagna da Cortina d’Ampezzo direzione Nord.


Tempo di camminata: 2,5 ore. Sentiero marcato: rosso-bianco-rosso 1A; dislivello: 200 m Sentiero tranquillo con comode panchine In prossimità della piazza principale di Sesto, attraversare il ponte del Bersaglio e proseguire per 50 m fino a un fienile, svoltare a sinistra e proseguire lungo il sentiero attraverso i campi. Proseguire lungo il margine del bosco, svoltare nuovamente a sinistra e proseguire attraverso i campi fino ad incontrare il sentiero che proviene da Moso. Proseguendo si arriva ai resti del forte Haideck. Da qui, un sentiero quasi pianeggiante conduce attraverso boschi e prati fino al Ristorante Dolomitenhof. Da qui un sentiero chiuso al traffico conduce fino al Rifugio Fondo Valle. L’itinerario offre, soprattutto nella parte finale, scorci panoramici unici e indimenticabili.

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A soli 2 km dalla famosa località vacanze di Dobbiaco si trova un’altra frazione: l’idilliaca Valle San Silvestro. Lontano dal trambusto e posato in mezzo a pascoli verdeggianti, questo piccolo paesino invita a comode passeggiate e belle escursioni. E visto che un tratto della celebre gara per MTB Alto Adige Dolomiti Superbike passa proprio di qui, Valle San Silvestro presso Dobbiaco è conosciuta anche tra gli amanti delle pedalate. 

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L’attività può essere svolta all’aperto o all’interno. I bambini sono divisi in gruppi di 4 o 5, ogni bambino del gruppo ricerca vari oggetti e li inserisce in una scatola molto grande (alla quale viene fatto un foro della grandezza necessaria per infilare una mano). Al termine delle operazioni di riempimento i gruppi si scambiano gli scatoloni ed a turno i componenti dei diversi gruppi dovranno cercare di indovinare gli oggetti toccati e poi estrarli.

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Un gioco che stimola la capacità tattile. Utile nei momenti di pausa dalle attività all’aperto o nelle giornate di pioggia.

Descrizione

I bambini divisi in gruppi, ogni gruppo si predispone in fila. L’insegnante segna, con un dito, sulla schiena dell’ultimo della fila, una lettera che appartiene ad una certa parola (es. albero, cicala, scoiattolo). Come nel gioco del telefono senza fili i bambini dovranno “passarsi” il segnale utilizzando la schiena del compagno che li precede (ma senza parlare). Arrivata al primo della fila, la lettera dovrà essere poi riportata su di un foglio. Fatto questo, il primo della fila, si metterà ultimo e l’insegnante scriverà una nuova lettera fino al completamento della parola.

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L’orientering, conosciuto anche come orienteering, è uno sport affascinante che, oltre a permettervi di trascorrere ore all’aria aperta, vi insegna ad orientarvi senza l’ausilio di strumenti. Lo sport orienteering inizia come disciplina in ambito militare, nel 1886 in Svezia l’orienteering era definito come la tecnica di attraversamento di un territorio sconosciuto con l´ausilio di mappa e bussola. Lo sport orienteering si svolge nei boschi d´estate con l´obiettivo di raggiungere nel più breve tempo possibile ed in un ordine prefissato vari punti, detti di controllo, segnalati da un oggetto chiamato lanterna. Presso il centro SEA è possibile organizzare attività orientate ad un primo approccio con questa disciplina sportiva che per sua natura prevede un avvicinimento all’ambiente di tipo multi ed interdisciplinare.

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La classe è suddivisa in gruppi di quattro persone che si allontanano in direzioni diverse per almeno cinque minuti e comunque quanto basta affinché non siano più visibili dagli altri. Ciascun gruppo sceglie poi un’area di 4×4 m. Ciascun componente del gruppo dovrà ora svolgere un compito specifico. un ragazzo dovrà produrre una descrizione scritta di quanto potrà osservare nell’attorno, anche a notevole distanza, e nell’area prescelta. Un altro dovrà elencare tutto quanto potrà trovarvi, sia di origine abiotica sia biotica, sia antropica. Un terzo dovrà raccogliere qualsiasi genere di campioni che ritenga interessanti. Infine qualcuno provvederà a fare un disegno del posto prescelto da eseguirsi con una tecnica a scelta stabilita dall’incaricato. Il tutto dovrà avvenire nel tempo massimo di un’ora. I gruppi al ritorno si scambiano i materiali prodotti segnalando la direzione presa al via dell’attività. Ciascun gruppo dovrà ora ritrovare l’area in questione e verificare tutti i dati disponibili rispetto ad essa. L’ultima fase dell’attività prevede che i gruppi a due a due controllino i risultati del lavoro. Quindi si provvederà a discutere lo svolgimento del gioco e ricercare le ragioni delle difficoltà incontrate. Suggeriamo alcuni argomenti che possono essere affrontati: l’efficacia delle informazioni trasmesse rispetto alle conoscenze, le abilità, le competenze sia di chi ha raccolto i dati, sia di chi li ha poi dovuti utilizzare. il rapporto tra i dati ed il linguaggio utilizzato per registrarli. come a seconda dei punti di vista il medesimo dato possa risultare più o meno significativo, ridondante o utilizzabile

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La classe è divisa in due gruppi, si delimita la zona di gioco ed a ciascun giocatore si consegna un cartellino con un numero composto da 3,4, 5 cifre che deve essere fissato in fronte con un fazzoletto o elastico (il numero può essere scritto direttamente sulle bende bianche). I giocatori si muovono liberamente nella zona, la cattura avviene con la lettura esatta del numero scritto in fronte dell’avversario. Non è concesso nascondere il numero con le mani o con altri mezzi. Vince la squadra che allo scadere del tempo prestabilito avrà effettuato il maggior numero di catture. L’insegnante tiene nota dei numeri distribuiti e conferma o annulla la cattura (si potrebbero utilizzare numeri di colore rosso e nero per facilitare l’individuazione della squadra di appartenenza): colore rosso n° 3456!

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Tutto il gruppo si deve bendare gli occhi e muoversi nell’aula. L’insegnante dice che quando due persone si incontrano devono fare un verso (a scelta) e destina un componente del gruppo a fare la “testa” che resterà muto non rispondendo a nessun verso. Quando si incontra la testa (e tutti coloro che si sono collegati) ci si allaccia ai fianchi dell’ultimo componente e non si risponde più . Sarà difficile per gli ultimi ritrovare il gruppo e si dovrà affinare molto la sensibilità uditiva per ricomporre il corpo del grande gufo

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Racconto da parte dei nostri operatori ed operatrici della storia del gigante Haunold. Attraverso immagini, giochi e strumenti multimediali i bambini imparano a comunicare e a giocare in lingua italiana. Interessante anche la versione in lingua tedesca (L2). Il gioco può essere effettuato all’aperto (nel bosco) o nei nostri locali in caso di pioggia o neve.

 

Si può anche fare un’escursione alla ricerca del gigante Haunold

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